L’arte di camminare il Kury-ama o scalare il Fuji

Per chi non può arrivare in cima
Per lunghe generazioni, il fine dell’antico giapponese non era quello di andare subito in cima al sacro Fuji, ma di curare anima e corpo attraverso il camminare in preghiera interiore intorno al sacro Fuji, riuscire a raggiungere i suoi segreti luoghi energetici, entrare in contato con le divinità, con i suoi cinque laghi.Il viaggio verso il sacro Fuji é sempre stato desiderio d'andare ai limiti della terra per esplorarsi, conoscersi e sentirsi liberi di comunicare con la benedizione delle divinità con i propri antenati al fine di scoprire il meglio di se stessi.
Per chi può
Per tutti coloro che si erano preparati o purificati nello Spirito, potevano prendere in considerazione di vivere il viaggio verso la sua cima come un pellegrinaggio, una purificazione e una sfida per scoprire la propria forza interiore. Durante l'ascesa, la mente si svuota, il tempo si distorce e infine ci si sente più giovani. La consapevolezza di andargli incontro è allora un percorso per l'autoguarigione un'arte del vivere e dello star bene.
Il viaggio verso le prime cinque stazioni o tappe ci tonifica e ci affina sospingendosi in cima al sacro Fuji ma anche ai limiti della vita: si vede nascere e morire e si può scoprire anche in profondità per esplorare i misteri della propria coscienza. Chi sale in pellegrinaggio il monte Fuji si unifica con le sue divinità e pertanto non sarà solo un turista, perché se vive il suo "attimo fuggente", può vivere il processo di trasformarsi in un "santo" o in un uomo nuovo, in un medico per sé stesso o in uno sciamano o un Kami.
La voglia di camminare
Perché andarsene a piedi?
Perché il viaggio a piedi é un'arte del vivere dimenticato...
Perché così invece di attraversare le cose cammini loro accanto...
Perché invece di correre attraverso un paese puoi tessere il tuo cammino, passo dopo passo...
A piedi, per ritrovare la propria grazia, per perdere il "grasso" e i pregiudizi...
A piedi, per purificarsi e ritornare alle origini anche se la sabbia é radioattiva, l'acqua inquinata e la terra avvelenata...
Perché camminare in profondo silenzio e preghiera interiore è un modo intelligente di mettersi in discussione..., di confrontarci con gli "altri" andando avventurosamente verso il "Kury-ama (pendio della sacra montagna) o del "paradiso perduto" dove c'è la natura selvaggia con tutta una straordinaria ricchezza di creature viventi...
Il camminare é un percorso di autoguarigione. Una sfida contro tutto quello che ci schiavizza. Quando il corpo cammina e "danza" si svuota la mente e si "riaccende" la forza vitale e l'intelligenza istintiva.
Camminare con il mio amato Mikado Nintoku
E' bene venire a conoscenza che nelle mie antiche vesti di Kami (85 - 305) accanto al mio amato Mikado Nintoku-tennò (85-309) il viaggio é stata la sua più importante attività che l’ha consacrato come un’immortale...
Per Mikado l'essere umano é nato giramondo, lui era convinto che la selezione naturale ci ha forgiati dalle cellule cerebrali fino alla struttura dell'alluce, per una vita di viaggi a piedi...
Se la nostra "patria" era la cima del Fuji si può capire perché i pascoli più verdi del Kury-ama ci vengono a noia, perché le ricchezze ci logorano...
La voglia di viaggio, che ci contamina come un virus, nasconde una gran voglia di evasione e di libertà e anche la voglia di ritrovare i grandi valori della preghiera per eccellenza o del vivere...
Il camminare a piedi in senso spirituale, ha anche un sapore esoterico e spirituale: come nuovi Sensei di luce si va a caccia del Dio che si nasconde nei silenzi del proprio deserto interiore, degli spazi selvaggi del Kury-ama e dell'alta montagna del Fuji...
Quando si fa "jogging" o del "trekking" intorno e sopra al Fuji, non si fa solo dello sport per un sano benessere ma si fa anche una preghiera e una meditazione per "ascoltare" il nostro corpo e il "canto sublime dell'anima interiore". Camminare con il mio amato Mikado Nintoku-tennò era conoscersi, purificarsi e nello stesso momento era una profonda forma di preghiera...

"Ritratto di Mikado Francesco, che lo visualizza dietro al suo amato Mikado Nintoku-tennò nelle sue antiche vesti di Kami..."
Per Mikado e per me nelle mie antiche vesti di Kami e ancora oggi nelle mie attuali vesti di Mikado Francesco, il viaggio é come una danza: quando si cammina in un bosco o come mi è successo di accompagnare una oppure un gruppo di persone per purificarsi nello Spirito al fine di ritrovare se stessi il passo diventa felpato e armonioso. Il corpo diventa un'antenna che capta il "respiro della terra". Allora si "danza" e si cammina con la creatività e il piacere che ci mostrano gli uccelli in volo che si abbandonano al vento.
Camminare in fusione con i cinque elementi
Nel Giappone antico gli eremiti e i pellegrini che salivano la cima del sacro Fuji erano venerati come dei "santi" e la loro parola era una vera e propria guida di "Viaggio" verso l’uscire il Kury-ama e toccare i punti segreti “REI” per arrivare al paradiso situato in cima al sacro Fuji alla ricerca dell' albero della conoscenza o antico “KI”.
Recuperando comportamenti naturali, senz'artefici, liberi, spontanei, non condizionati, espressivi, sensuali, apertamente sessuali, estatici" ci riportano nei luoghi archetipi di apprendimento e di sfida. Imparando a muoverci istintivamente, senza mete precise. Solo in mezzo alla natura selvaggia rivivrà così il nostro corpo originario, mai domato e mai addomesticato. A camminare come animali nudi, intelligentissimi, esposti ai "cinque elementi sacri": Terra, Acqua, Fuoco, Aria e Vuoto.
Ecco allora l'invito a viaggiare con me attraverso i cinque elementi con la gioia di un bimbo avventuroso, la creatività di un artista e la passione di un amante. Il piede che cammina "danzando" al ritmo del "respiro della terra" crea la potente magia di un Viaggio che riunirà l'uomo alla natura e al dio madre nascosto nelle pietre. Camminando in pellegrinaggio, faremmo allora il "bagno di foresta", la "doccia di cascata", lo "Yoga del fuoco e del vento", la "danza delle vette" che ci sospinge al di là del cielo che vive in cima al sacro Fuji. Inventando così il "nuovo turismo" del terzo millennio nel ritrovato Paese del Sol Levante.

Meditazione sul camminare
"Camminare é la grande avventura, la prima meditazione: é un addestramento del cuore e dell'anima per l'umanità.
Non perdete la voglia di camminare: io, camminando ogni giorno, raggiungo uno stato di benessere e non distinguo più tra gli impulsi della mia interiorità e il concerto della vegetazione che con miriadi di voci mi circonda all'esterno e mi permette di lasciarmi alle spalle ogni malanno; i pensieri migliori li ho avuti mentre camminavo, e non conosco pensiero così gravoso da non poter essere lasciato alle spalle con una camminata, mentre stando fermi si arriva a sentirsi malati. Perciò basta continuare a camminare e andrà tutto bene.
Per l'attimo di un respiro avverto, profonda come non mai, la caducità della mia forma e mi sento trasportato al di là della carne: nella pietra, nella terra, nelle radici dell'albero. La mia bramosia s'aggrappa ai segni del transeunte: a terra, acqua, ben cosciente che presto io sarò terra, fogliame e radici.
" Chi va lontano dalla sua patria, vede cose da quel che già credeva lontane; che narrandole poi, non se gli crede e stimato bugiardo ne rimane".
Hermann Hesse - Pellegrinaggio in Oriente.
" Quando guardo in alto il cielo azzurro, quando svolgo lo sguardo verso il sole e la luna, quando vedo le montagne, e guardo giù in mezzo al fiume, quando vedo l'immagine dell'arcobaleno... l'autoliberazione si presenta alla coscienza... Quando guardo nella mia anima non temo le schiocchezze e la stupidità ".
Milarepa - asceta tibetano
" Non ero più in grado di scegliere dove mettere i piedi tra lo rocce di lava che davanti a me ricoprivano il terreno del sacro Fuji. La stanchezza mi aveva raggiunto ma con grande stupore riuscivo a saltare di roccia in roccia senza mai scivolare né inciampare, malgrado i 21 kg. all'interno del mio zaino da portare in cima al Fuji, vissi la consapevolezza di essere diventato un Kami e nello stesso momento un viaggiatore della sacra aria del Fuji".
Mikado Francesco
" Un taoista direbbe che far alzar della polvere é la prova che colui che sta passeggiando utilizza un eccesso di energia... l'uomo rende la sua vita più faticosa, sprecando energia a causa della mancanza di concentrazione".
Alan Watts - Lo Spirito dello Zen.
" Vedere un mondo in un granello di sabbia e un cielo in un fiore selvatico. Tenere l'infinito sul palmo della mano e cogliere l'eternità in un'ora".
William Blake
" E questa nostra vita, esente da pubbliche preoccupazioni, scopre lingue in alberi, libri nei rivi correnti, sermoni in sassi..."
W. Shakespeare.
" Zen e viaggio sono la stessa cosa "
Proverbio giapponese
Gli Yamabushi
Nel loro progetto di turismo spirituale gli yamabushi giapponesi propongono il "nyubu" - l'ingresso ai monti sacri - con riti che simboleggiano la concezione, la gestazione nell'utero materno e la nascita dell'essere umano. Si cercano allora tra le roccie fessure umide e profumate per calarsi dentro e navigare come spermatozoi a caccia dell'ovulo. Nel rito del "tainai kuguri" si striscia ancora tra roccie lisce per ritrovarsi in una grotta utero, buia e misteriosa, a meditare. La grotta é una vera e propria camera di deprivazione sensoriale e quando si esce si rinasce alla luce. Alcune caverne hanno anche stalattiti mammelle da cui si succhia un'acqua calcarea e medicinale che é il latte della montagna. Le stoffe rosse e bianche che decorano i templi scintoisti rappresentano la placenta e il cordone ombelicale. E quando si entra nel tempio e nelle grotte dei monti sacri ci si sente come nel cantuccio più caldo e accogliente del mondo: il ventre della propria mamma.
Un'altro stato di profonda regressione é indotta con un seppellimento rituale: si scavano delle buche dove ci si adagia da soli o in coppia. Poi si é ricoperti di terra. Ci si protegge occhi naso e bocca con un fazzoletto, ci si rilassa e si rimane sotterrati e in apnea per una buona mezz'ora. Si viene così energetizzati da "Yama no Kami " - il calore sacro della montagna.
I Ghioja - i monaci maratoneti
I Ghioja hanno inventato invece una pratica atletica e spirituale che chiamano "Kaihegge". Si sale e si scende il monte sacro Hiei sempre lungo lo stesso sentiero per 100 giorni. Si fanno trenta quaranta chilometri al giorno, nutrendosi con una dieta vegetariana: zuppa di riso, spaghettini di soia, tofu e vegetali bolliti. Si potrà bere il te' di "Kudzu", mezzo bicchiere di latte al giorno e riscaldarsi con un drink alcolico e medicinale chiamato "Ho no Yu" che é distillato dalla corteccia della " honoki "- la magnolia obovata. A questi maratoneti spirituali si affiancano qualche volta joggers e atleti per allenarsi.
Hagami é un ghioja super celebre che ha brevettato un allenamento sportivo e spirituale che é anche una potente cura antistress. Odawara é un paesino che vive di turismo religioso: da qui partono i sentieri per il monte sacro Omine e l'azienda turistica locale vende un pacchetto di fitness per l'anima e il corpo al prezzo stracciato di ottomila yen. Si fanno bagni termali negli "onsen" di montagna, si assaggiano i famosi piatti spartani "sansai ryori" degli asceti di montagna e si sale in cima al monte sacro accompagnati da "yamabushi" con tanto di diploma. Un pòdi turismo e un pòdi pellegrinaggio.
Camminare sul fuoco
In Giappone il rito dell'attraversamento delle braci ardenti si chiama "hiwatari". Lo si fa in primavera ai piedi dei monti sacri. Si fa la "danza" sul fuoco che é "domato" dalla magia degli yamabushi, gli asceti dei monti giapponesi. Nella santa notte della luna nuova di febbraio in India si festeggia Shiva. Nei villaggi del Kerala gli yogi cantano, danzano e si scottano con torce roventi il petto per dimostrare la signoria sul fuoco. All'alba attraversano un letto di braci ardenti mentre altri coraggiosi si gettano addosso brodi bollenti conditi di "masala".



Anche in Europa si continua a camminare sul fuoco. In Grecia, nei villaggi di S. Elena e Langhadhà, si ripete ogni anno il rito della "pirobazia" (dal greco pyr = fuoco e bainein = passeggiare) in onore di S. Costantino. Si ricorda l'incendio che distrusse nel 1257 il santuario del santo. Nella notte tragica si udivano le grida lancinanti provenienti dalle fiamme e dalle icone miracolose di S. Costantino e di sua madre S. Elena che "parlavano" e "piangevano". Da allora gli Anasteneridi - i "sospiratori" - attraversano ogni anno le braci ardenti per ricordare quel miracolo.
La camminata sul fuoco é oggi usata come rito di iniziazione. Si affronta il terrore del fuoco per vivere con la determinazione di un Samurai. E' usata nei training di formazione consigliati dall'americano Kurt Schweighardt ai managers. Ricerche scientifiche sul sistema PNEI - Psico Neuro Endocrino Immunologico, hanno dimostrato che la "danza del fuoco" stimola l'organismo intero: timo, milza, sistema linfatico e immunitario.
